Tra gennaio e settembre 2021 le dimissioni volontarie in Italia hanno superato quota un milione, segnando un'accelerazione senza precedenti nel mercato del lavoro post-pandemia.
Lo evidenziano i consulenti del lavoro, secondo cui il fenomeno coinvolge soprattutto i settori dei servizi, del commercio e della ristorazione, ma interessa anche profili qualificati in cerca di nuove condizioni contrattuali e di maggiore flessibilità.
Le cause individuate sono molteplici: ritorno alla normalità dopo i lockdown, rivalutazione delle priorità personali, pressione inflazionistica sui salari e difficoltà delle imprese nel trattenere personale esperto. In molti casi, le dimissioni non portano all'uscita dal mercato del lavoro, ma a un cambio di datore di lavoro.
Per le aziende romagnole, il messaggio è chiaro: serve investire in retention, formazione e organizzazione del lavoro per non perdere competenze difficili da sostituire in un contesto di carenza di manodopera qualificata.


