Il governo studia l’esonero dal lavoro per i dipendenti pubblici che a causa dell’alluvione siano impossibilitati a svolgere la prestazione lavorativa, anche ricorrendo allo smart working. La norma dovrebbe rientrare nel decreto allo studio del Governo per far fronte all’ermergenza. Il periodo di esenzione costituirà servizio prestato a tutti gli effetti di legge (senza corresponsione del buono pasto) e il periodo non rientrerà nel compito massimo di 45 giorni annui per i quali si può chiedere il congedo straordinario.
“Domani il cdm determinerà le prime misure” per le popolazioni colpite dall’alluvione, ha spiegato il ministro Francesco Lollobrigida. “Sarà il frutto di un confronto attento con le regioni e le rappresentanze di categorie. La presidente Meloni è stata di persona nei luoghi colpiti e domani il cdm determinerà le misure che serviranno ad affrontare ancora meglio l’emergenza di questi giorni”. “Adesso – ha aggiunto il ministro – inizia la fase per valutare i danni, che al momento sono incalcolabili nel vero senso della parola e cominceremo a mettere in campo provvedimenti normativi ed economici in sostegno di chi è stato colpito da questa criticità”. Quindi un pensiero è andato a chi da giorni cerca di arginare i danni: “non possiamo che ringraziare protezione civile, forze dell’ordine, esercito e volontari, che hanno fatto un lavoro eccezionale”. “Per quanto riguarda il nostro ministero – ha aggiunto – abbiamo ricercato tutte le diponibilità e abbiamo trovato risorse pari ad almeno 100 milioni di euro per affrontare queste situazioni. Servono però cifre ben diverse”. Per questo, “abbiamo fatto richiesta all’Europa e auspichiamo intervenga in modo simile a quanto fatto rispetto ad altre nazioni che in precedenza si sono trovate ad affrontare criticità simili”.
In Emilia Romagna 879 vigili del fuoco, di cui 696 giunti in rinforzo da altri Comandi, sono impegnati nelle operazioni di soccorso: 244 sono al lavoro nella provincia di Forlì e 326 in quella di Ravenna, i territori dove permangono le maggiori criticità. Attivi 150 soccorritori acquatici, 50 esperti nelle operazioni di prosciugamento con pompe e idrovore, 16 i Posti di comando avanzato. Dei mezzi impiegati attualmente nei luoghi colpiti dal maltempo, 35 sono piccoli natanti, 3 gli anfibi, 1 hovercarft, 3 gli elicotteri e 12 i droni. Sono 4.963 gli interventi effettuati finora: 1.148 a Bologna, 2.089 a Ravenna, 1.362 a Forlì Cesena, 364 a Rimini.
Quasi 5 mila interventi dei vigili del fuoco
A Cesena, dopo la sospensione dei servizi dovuta all’emergenza maltempo e alla conseguente esondazione del fiume Savio e dei corsi d’acqua minori, riaprono da oggi tutti i servizi bibliotecari, museali e le gallerie d’arte comunali, con la sola eccezione dei punti lettura distribuiti nei quartieri, la cui ripartenza è programmata per lunedì 29 maggio. Tutti gli spazi e i servizi ripartiranno con i consueti orari rispettando il calendario delle attività tradizionalmente proposte. Sempre nella giornata di oggi riapre la Biblioteca Malatestiana, con riferimento all’Antica – Aula del Nuti e Sala Piana – e a tutti i servizi della Moderna e della Ragazzi.
A Forlì dalla scorsa notte al lavoro squadre dei vigili del fuoco in via Vittorio Locchi nel quartiere Romiti, uno dei più colpiti dall’alluvione, per l’evacuazione a scopo precauzionale di una palazzina di 12 appartamenti a causa di una voragine. In tutto sono 26 le persone allontanate dalle abitazioni e trasferite in luogo sicuro. Nella giornata di domenica si sono progressivamente formati dei crateri sulla sede stradale. La preoccupazione è che possa essere stata compromessa la staticità delle fondazioni della palazzina che si trova a pochi metri dal luogo della voragine più estesa. In corso sopralluoghi dei tecnici anche in altri immobili vicini.
Per gli automobilisti persiste la necessità di non recarsi nelle province di Forlì, Cesena e Ravenna – fa sapere la Polizia – dove la viabilità secondaria è ancora interessata dalla presenza di fango e di acqua e per lasciare libera la circolazione ai veicoli destinati al soccorso e al ripristino. Permane il provvedimento del Prefetto di Ravenna che ha disposto il divieto di circolazione dei veicoli commerciali con massa superiore a 5 tonnellate su tutte le strade comunali, provinciali e statali della provincia di Ravenna – fatta eccezione per le autostrade e gli itinerari ad esse alternativi, fino a cessate esigenze (salvo rivalutazioni sulla base dell’evolversi della situazione); sono esclusi dal divieto i mezzi di soccorso e in genere tutti quelli utilizzati dagli attori del sistema di Protezione Civile per fare fronte all’emergenza.
Resta ancora critica la situazione nel Comune di Conselice, nel Ravennate, tra i più colpiti dall’alluvione. In particolare, viene spiegato, dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna “nella notte sono proseguiti, e sono ancora in corso” da parte di Comune e Protezione Civile, “i lavori di consolidamento dell’argine del canale in Destra di Reno e sarà ulteriormente rafforzata la stazione di pompaggio in località Botte Santerno a Villa Pianta, oltre all’altra stazione di pompaggio temporanea realizzata in prossimità del Reno”. Ad ogni modo, viene evidenziato, vista la situazione delicata degli argini “non è possibile pensare di far partire un’azione di pompaggio fino a quando non saranno consolidati. Di conseguenza il deflusso dell’acqua sarà inevitabilmente lento”. Nel ringraziare i cittadini per l’impegno svolto sino ad ora a “favore della collettività”, l’Amministrazione di Conselice “invita a mantenere la calma mentre si svolgono le necessarie operazioni di messa in sicurezza del territorio”. La situazione sul territorio ravennate è in miglioramento. Per quanto riguarda il capoluogo di provincia, la frazione di Fornace Zarattini manifesta ancora evidenti criticità.
Il territorio di Casola Valsenio è ancora completamente isolato: i 92 chilometri di strade comunali non sono percorribili a causa delle oltre 100 frane che hanno interessato quest’area dell’Appenino al confine con le province di Bologna e Firenze. Anche raggiungere il borgo è ancora difficile. L’unica strada – in cui possono transitare solo mezzi leggeri previa autorizzazione – è la provinciale 306, quella che da Castel Bolognese porta verso Riolo Terme. Tutte le altre sono interdette, malgrado i navigatori delle auto sostengano il contrario, creando ulteriori difficoltà agli automobilisti che improvvisamente si ritrovano dinanzi a strade tagliate in due da terra e massi. Tecnici comunali, vigili del fuoco e Protezione civile sono al lavoro da giorni per cercare di liberare le arterie e ripristinare, laddove possibile, un minimo di viabilità per liberare cittadini e imprenditori dall’isolamento più totale.
Vissuti giorni di chiusura precauzionale hanno riaperto a Ravenna la Biblioteca Classense, Casa Vignuzzi, la Biblioteca Liverani, e la Tomba di Dante.
Meloni: ‘Stima dei danni? Difficile, ma servono molte risorse’
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