Rimini. Coronavirus, Al Vaglio Spostamenti Delle Persone Che Hanno Frequentato Il Locale Del “Paziente Uno”. Arriva Il Quarto Contagiato

Rimini, 27 febbraio 2020

Prosegue all’insegna della più stretta collaborazione tra l’AUSL (medici e tecnici del Dipartimento di Sanità pubblica) e le Forze dell’Ordine coordinate dal Prefetto di Rimini Alessandra Camporota, l’indagine epidemiologica mirata ad individuare tutti coloro che possono aver avuto contatti stretti col primo paziente risultato positivo a coronavirus. Le Forze dell’Ordine, infatti, stanno offrendo il necessario supporto al Dipartimento nell’individuazione e reperimento dei contatti, esaminando in particolare la documentazione di una struttura ricettiva che ha ospitato lavoratori del Nord Italia che hanno frequentato il locale del “paziente uno”, per cercare di comprendere l’origine della trasmissione del virus.

Al fine di identificare l’origine della trasmissione del virus e delimitarne l’ambito territoriale di estensione, tenendo conto anche degli spostamenti delle persone che hanno frequentato il locale del “paziente uno”, le attività di monitoraggio e di verifica, condotte dal competente Dipartimento dell’AUSL con la collaborazione delle Forze dell’Ordine, si stanno estendendo progressivamente, attraverso una varietà di strumenti, comprese mirate “interviste epidemiologiche” anche ai dipendenti delle ditte nelle quali lavorano i due nuovi pazienti risultati positivi.

AUSL ha chiarito che sussistono criteri clinici ben precisi rispetto sia all’effettuazione del tampone per rilevare l’eventuale positività al virus, sia per l’attivazione della quarantena domiciliare volontaria, che emergono proprio dall’“intervista epidemiologica”. Per quanto riguarda la quarantena, è appropriata nei soggetti che abbiano avuto un “contatto stretto” – vicinanza prolungata e con contatto fisico o a distanza minore di un metro e mezzo – con un paziente positivo, entro i 14 giorni precedenti.

Il tampone va invece effettuato se a tale condizione si aggiungono i sintomi del paziente come tosse, febbre, polmonite. Il tampone va peraltro effettuato non prima di tre giorni dal momento del contatto accertato, periodo nel quale il paziente non trasmette la malattia e nel quale il tampone porta ad un forte rischio di avere un falso negativo.

Ai fini di un costante aggiornamento sugli sviluppi della situazione in esame nel territorio provinciale, la comunicazione istituzionale, con cadenza quotidiana, si articolerà nell’arco della giornata sui seguenti livelli:

  • comunicato stampa della Regione alle ore 12.00;

  • comunicato stampa condiviso tra il Prefetto e l’AUSL di Rimini entro le ore 13.00 sulle iniziative individuate in apposite riunioni di coordinamento e da assumere a livello locale;

  • eventuali comunicati stampa successivi dei Sindaci per eventuali maggiori dettagli sui puntuali provvedimenti da assumere a livello locale;

  • conferenza stampa a cura della Regione alle ore 17.30 per un quadro generale della evoluzione del fenomeno.

Il Dipartimento di sanità pubblica ha messo a disposizione un numero di cellulare dedicato, il 3397720079, attivo dalle ore 8:30 alle 18, principalmente per i soggetti che ritengano di aver avuto contatti con i pazienti positivi. Questo stesso recapito, insieme al 118, al 1500 e al numero verde regionale 800 033 033, sono a disposizione anche per cittadini e aziende che abbiano necessità di informazioni più in generale sul coronavirus.

Al link http://www.regioni.it/newsletter/n-3786/del-26-02-2020/coronavirus-il-decalogo-del-ministero-della-salute-20866/ del ministero della Salute è inoltre pubblicato un decalogo con alcune buone pratiche.

Nelle prossime ore sono attesi, infine, i risultati di ulteriori campioni effettuati.

Vi sarebbe intanto un quarto caso accertato in provincia di Rimini collegato a quelli noti.