RICCIONE. TAMBURINI (PATTO CIVICO) “LA CITTA’ DEVE TORNARE AD ESSERE IL FARO DEL TURISMO”

Mag 16, 2017

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    Dichiarazione-stampa di Claudio Tamburini (Patto Civico)

    Semplificazione burocratica e normativa, un tutor comunale per ogni imprenditore, certezza di norme e regolamenti, miglioramento sicurezza urbana. Le condizioni per offrire a Riccione un nuovo prodotto turistico e d’intrattenimento, diurno e notturno.

    Innovare il prodotto ospitalità, intrattenimento e divertimento, non è rinviabile. Riccione è turismo. Intorno a questa attività ruota la nostra vita economica e sciale. Dobbiamo scegliere dove vuole andare Riccione e trovare gli strumenti per muoverci in quella direzione. Dobbiamo uscire dalla nebbia che oggi avvolge la Perla Verde.

    Fino a 15 anni fa Riccione era un faro che illuminava tendenze e forme di divertimento: in Italia e all’estero. Tutta la città il suo tessuto sociale i suoi imprenditori devono riappropriarsi di questo ruolo. Ciò che frena le iniziative imprenditoriali in questo campo sono burocrazia e iperlegificazione.

    Le tendenze le mode sono veloci. I tempi burocratici con cui, invece, si ottengono permessi e autorizzazioni, lenti. Non si può fare una richiesta a gennaio e avere una risposta a stagione turistica finita. Gli uffici comunali sono oberati da una grande mole di richieste e sotto dimensionati. Non sempre possono fare miracoli”.

    Tante leggi e norme, troppe, bloccano la situazione. La soluzione è uno sportello comunale per chi fa impresa. Riallocare risorse per creare una figura di “tutor” dell’imprenditore. Un funzionario a disposizione di imprenditori piccoli, medi o grandi che siano, che h 24 dice cosa si può fare cosa non si può fare. Obiettivo, garantire risposte in tempi brevi: due settimane. È un progetto di lungo periodo, durata una legislatura, ma che dobbiamo realizzare.

    Il nuovo assessorato al turismo deve stilare una road map verificabile e scandita su 5 anni, per arrivare a pieno regime. Un fatto che deve, invece, assolutamente terminare, è il giro di valzer, l’inaspettato contrordine, con cui cambiano i regolamenti e le autorizzazioni a una attività.

    Succede praticamente ogni anno e spesso pure durante una stessa stagione. Se un imprenditore non ha certezza da parte dell’amministrazione di orari, autorizzazione a musica, ballo o quant’altro, impossibile creare un progetto serio. Intrattenimento e divertimento sono settori dove si investe con un programma, come in ogni attività economica. Se tutto cambia ogni sei mesi non è possibile farlo. Si rinuncia alla vera imprenditoria, a aziende solide, che creano ricchezza per cittadini e territorio.

    La situazione di incertezza normativa, il cambio in corso delle regole del gioco, ha creato a un effetto negativo anche sui di gestione di locali e attività, anche di quelle notturne. Tante attività sono affidate a soggetti che durano una sola stagione. Sanno che rimarranno a Riccione per poco. Devono massimizzare i profitti in 4 mesi. Non hanno incentivo a creare progetti di medio o lungo periodo, ne interesse all’innovazione e alla qualità.

    L’impossibilità di programmare ha demotivato gli imprenditori, creato un vuoto occupato da iniziative mordi e fuggi, di livello sempre più basso. Infine, sicurezza, contrasto alla micro e macro criminalità sono importantissimi. In particolare, per il mondo della notte, per sua natura più esposto a questo tipo di problemi.

    Dobbiamo partire da parte da un nuovo rapporto con le forze di polizia e le Istituzioni. Dobbiamo offrirgli tutto il nostro aiuto: senza se e senza ma. Tutelano la nostra sicurezza, le nostre attività, i nostri beni. Bisogna che gli imprenditori investano di più in questo campo e che siano i primi a rispettare le regole.

    Come amministrazione si può lanciare un programma cittadino di video sorveglianza, con piena tutela della privacy, del trattamento e della conservazione delle immagini, e metterlo a disposizione della forze dell’ordine. Partire dalle periferie e in 4 anni coprire tutta la città. La risorse si trovano destinandogli una piccola parte della tassa di soggiorno. Così si aumentano prevenzione e deterrenza e si fanno sentire più sicuri cittadini e turisti. Secondo Patto Civico è la precondizione di ogni ipotesi di rilancio turistico.