• RICCIONE. PIZZOLANTE (ALTERNATIVA POPOLARE) “BRUNO CONTRADA UN GALANTUOMO HA RIAVUTO IL SUO ONORE”

    Condividi l'articolo

    Dalla pagina facebook dell’On. Sergio Pizzolante Vice Presidente del Gruppo parlamentare di Alternativa Popolare alla Camera dei Deputati

    Ho sempre creduto nella innocenza di Bruno Contrada. Sono andato a trovarlo più volte nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, insieme a Stefania Craxi. Poi siamo andati a trovare la moglie a Palermo a casa sua. Una casa normale, piena zeppa di libri e di oggetti che testimoniano un grande amore per lo Stato. La sua grande devozione per lo Stato.

    Contrada in carcere faceva impressione, provato nel fisico ma con un’animo che non fletteva di fronte ad una palese e mostruosa ingiustizia. Gli occhi limpidissimi, sofferenti e fieri insieme. Serviva lo Stato anche nella condizione di vittima dello Stato. Mai una parola contro altri uomini dello Stato, i magistrati e i suoi colleghi, artefici di quella ingiustizia. Viveva la sua condizione come una pena da sopportare, un “incidente” della dura lotta contro la mafia e della lotta interna ai corpi dello Stato.

    Per l’opinione pubblica aveva perso “l’onore” , ma lui era ed è un poliziotto in guerra, e sapeva che bisognava difendersi anche dal fuoco “amico”. Sapeva che molti suoi colleghi sapevano. Sapeva che molti sapevano che lui stava dalla parte giusta. Non era facile comunque, ma permetteva alla sua anima di non cedere. Il corpo si, cedeva, non era facile controllare anche il corpo.

    Ora Contrada rivuole l’onore anche nella forma più giusta. Rivuole la divisa. È stato vittima di un reato che non esisteva, “concorso esterno in associazione mafiosa”, lo è stato anche dei pentiti, e dell’uso che ne hanno fatto i professionisti dell’antimafia.

    Lui, Contrada assicurava alla galera i peggiori mafiosi, e per farlo parlava con altri mafiosi, come deve fare un bravo poliziotto. I mafiosi da lui perseguiti si vendicavano “pentendosi” e uscivano di galera facendoci entrare Contrada. Col plauso di magistrati, giornalisti, politici e concorrenti interni alle forze dell’ordine. Triste storia. In un Paese malato. Ma ieri si è fatta luce. Un galantuomo ha riavuto l’onore. 

    Lascia un commento