• “Respiriamo l’aria… è la primavera” … di Claudia Nesci

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    “Respiriamo l’aria… è la primavera”, come cantava Marina Rei negli ormai lontani anni Novanta. Eh sì, la primavera, con il suo clima mite ed i suoi raggi di sole, è arrivata davvero, e ce ne accorgiamo ancora di più ora che anche Pasqua è passata.

    Si avverte la grande esigenza del cambio dell’armadio, che per alcune diventa una sorta di rito spartiacque che separa l’inverno dalla bella stagione. Ma se per alcune è l’evento che inaugura i primi caldi, vissuto con molto entusiasmo, per altre si trasforma in una specie di incubo, o per pigrizia o perché i vestiti sono tanti – ma mai troppi – e quindi diventa un’impresa.

    Il consiglio è quello di iniziare piano piano, alleggerendosi per gradi, a partire dai giubbotti: depositate piumini, cappotti pesanti e pellicce, e fate spazio a capispala più leggeri.
    È vero che ancora dovremo aspettare un po’ per indossare solo una giacca ma, per non arrivare impreparate a quelle giornate di caldo improvviso, dobbiamo sapere che il tipo di blazer più cool quest’anno è quello a quadri con il doppiopetto, non aderente e abbastanza lungo, magari con bottoni dorati.

    Insomma, si tratta di un modello che rievoca quello degli anni Ottanta – come al solito, direte voi, in questa mania-nostalgia per gli Eighties -, con spalline sostenute e dal taglio maschile. Dato che i contrasti sono la parola chiave della spring 2018, questa giacca è da abbinare a un capo che non ci si aspetta, ovvero alla gonna linguette a vita alta: che sia a tubino o plissettata con una fantasia floreale delicata, il blazer acquista un allure particolare, legato alla modernità, ma che fa l’occhiolino al passato.
    La moda torna anche nei volumi della giacca effetto bolerino e, a proposito di tagli corti, riappaiono le biker jackets, anche colorate.

    Anche il giubbotto di jeans ama le lunghezze mini e le combinazioni inattese: elegante e sportivo al tempo stesso con sopra una giacca bouclé a maniche scampanate a tre quarti. Per le più freddolose, la giacca in denis è munita di fodera interna e colletto in lana bianca: stiamo parlando della sherpa jacket, decorata con intarsi colorati e ricami oreali, da indossare in occasione di un party, per sdrammatizzare il look.

    Un altro soprabito “very in” è il trench classico, lungo e beige, ma anche hi-tech: il materiale tecnico si diverte a rivestire il parka e ancora di più il trench, spesso in vinile, magari di colori da evidenziatore, come il fucsia; non passeremo sicuramente inosservate.

    Forse per l’influenza del trench o forse perché alla maggior parte delle donne dona la vita stretta, le giacche hanno fusciacche o addirittura maniche apposite che fungono da cintura. La decostruzione di capi senza tempo continua il suo corso nel connubio giacche bon ton + pantaloni da ginnastica.

    È questo il gioco della metamorfosi dei vestiti, di cui noi siamo abili esperte. Non si sa mai che, a forza di riadattamenti, si accenda in noi la voglia di fare il famoso cambio dell’armadio!

    Claudia Nesci, RepubblicaSM