L’ultima giravolta di Letta sulla Meloni: ecco l’ipocrisia del dem

Ago 10, 2022

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    La Meloni “sta cercando di cambiare immagine, di riposizionarsi e di ‘incipriarsi’”. Enrico Letta, ancora sconvolto dal fallimento delle trattative per la nascita del campo largo, sfrutta l’arma del sessismo per attaccare il suo diretto avversario.

    Eppure il segretario del Pd, fino a non poche settimane fa, apprezzava Giorgia Meloni tanto da aver accettato di confrontarsi con lei in vari eventi pubblici. Che si trattasse di Atreju, la kermesse politica organizzata ormai da più di 20 anni dal leader di FdI, oppure della presentazione di un libro poco importava. Letta e Meloni si facevano fotografare spesso insieme e l’ex premier non perdeva occasione di elogiare pubblicamente il lader della destra italiana. L’anno scorso, dopo un incontro privato tra i due dedicato al tema della presidenza del Copasir, rivendicata da FdI, Letta diede ragione alla Meloni:“Per legge va presieduto dalla minoranza. Siccome l’unica minoranza oggi è quella di Fdi, è giusto a Fdi tocchi la presidenza del Copasir. Per quanto la legge non sia scritta benissimo sul principio non ho dubbi”. Ma non solo. Il 10 maggio dell’anno scorso, il segretario dei dem, interpellato da Radio 1, annunciò con grande entusiasmo: “Comprerò il libro di Giorgia Meloni. Lo dico sinceramente, mi interessa leggerlo”. Dieci giorni dopo, i complimenti si amplificarono ancora quando Letta disse: “La rispetto. Sono alternativo a lei, ma ha indubbie capacità politiche”. E ancora: “Meloni è una donna tosta, ma abbiamo idee molte diverse”, aveva detto Letta a Stasera Italia replicando alle parole del leader di FdI che aveva definito ‘lunari’ le sue proposte sul fisco.

    L’obiettivo di Letta era chiaro: legittimare, da sinistra, la leadership della Meloni per indebolire Matteo Salvini, suo alleato nel governo d’emergenza guidato da Mario Draghi. Prima elargiva lodi sperticate, ora la dipinge come una fascista che rischia di portare l’Italia fuori dall’Europa e dal consesso internazionale in quanto legata a doppio filo con gli spagnoli di Vox, il premier ungherese Viktor Orban e non solo. Un modo per richiamare alle armi, in nome dell’emergenza democratica, il popolo della sinistra, o meglio per mobilitarlo in vista dell’appuntamento elettorale del 25 settembre prossimo. Pur di evitare una vittoria schiacciante del centrodestra, per Letta, tutto è lecito, anche compiere giravolte di questo tipo, inimaginabili fino a poche settimane fa. Siamo pronti a scommettere che, a breve, ritornerà in auge anche lo spauracchio del centrodestra che, ottenendo il 66% dei seggi, può in autonomia cambiare la Costituzione più bella del mondo… Letta e la sinistra tenteranno di giocarsi la carta dell’allarme fascista, ma stavolta potrebbe non bastare.


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