• La partita di Salvini per la vicepresidenza Csm. Appoggio ai magistrati per lanciare Pinelli

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    Matteo Salvini prova a prendersi la vicepresidenza del Csm. Il leader della Lega e vicepremier, per centrare l’obiettivo, sta muovendo tutte le pedine. Calando sul tavolo, come in una partita di poker, la mossa che non ti aspetti: una inattesa sponda alla magistratura sul dossier Giustizia aperto dal ministro Carlo Nordio. Salvini prepara il colpo grosso, schierando le truppe leghiste dalla parte dei giudici, nell’eterno conflitto con i politici. È una mossa strategica, politica, che arriva proprio dal padre dei referendum sulla giustizia alla vigilia della prima seduta del nuovo Csm. La missione è piazzare Fabio Pinelli, componente laico eletto in quota Lega al Csm, alla vicepresidenza. L’ex ministro dell’Interno ha bisogno però di accreditarsi negli ambienti più ortodossi della magistratura, per incassare il lasciapassare per il «suo Pinelli». Quale occasione migliore dello scontro aperto dal ministro Nordio con i giudici? Occasione ghiotta. Salvini studia nei minimi dettagli l’operazione. Nordio, nella sua relazione in Parlamento, è stato netto. E anche molto chiaro: «Basta abusi sulle intercettazioni, stop all’abuso d’ufficio come spada di Damocle sugli amministratori». Una rivoluzione insomma, in linea con le idee di Nordio. Forza Italia esulta. Fratelli d’Italia prende tempo. La Lega vira. Dal fronte del Carroccio partono due distinguo autorevoli: Giulia Bongiorno e Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia. «La qualità di una democrazia si misura anche dalla libertà della stampa di pubblicare notizie e opinioni scomode. Servono delle regole, perché non può esistere il diritto alla gogna. La soluzione tuttavia va individuata senza mettere il bavaglio ai tanti professionisti dell’informazione che contribuiscono a rendere la nostra società più informata e vigile» – dice Ostellari. E la senatrice Bongiorno rincara: «Indispensabili le intercettazioni anche per la corruzione nonostante i molti casi di errori di trascrizione». Un doppio colpo in faccia al ministro Nordio. Ma l’obiettivo di Salvini non è quello di sabotare la riforma del Guardasigilli ma di creare un ponte con i componenti togati del Csm più distanti dalla sua area politica. Bongiorno e Ostellari sono anche i due che hanno, con la loro rete di relazioni tra toghe e avvocati, preparato il terreno al Csm per la scalata leghista. Oggi si riunisce il Csm. Potrebbe esserci il plenum (al massimo domani) per la votazione del vice. Le chance per Pinelli sono ottime. La mossa su Nordio potrebbe risultare decisiva. Lo sfidante sarà Roberto Romboli, componente eletto in quota Pd. Pinelli dovrebbe incassare l’appoggio di alcuni componenti di Magistratura indipendente e di Unicost. Il vantaggio su Romboli sarebbe comunque minimo. Distacco che potrebbe aumentare grazie alla svolta leghista sulle intercettazioni. Pinelli è un avvocato veneto noto per aver difeso Luca Morisi, ex spin doctor della Lega. É sua la difesa della Regione Veneto in alcuni procedimenti legati alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Infine è entrato anche nella querelle dei tamponi rapidi: è lui che nel 2021 assiste Azienda Zero nella querela contro Andrea Crisanti. L’altro nome in orbita centrodestra per la vicepresidenza è Daniela Bianchini.


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