• Giallo sulla rotta della Louise Michel: la provocazione dell’Ong in acque italiane

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    È giallo sulla nave Louise Michel. Da questo pomeriggio, il motoscafo veloce della Ong finanziata da Bansky e battente bandiera tedesca fa irruzione all’interno delle acque territoriali italiane. Non è ben chiaro quale sia il fine, perché al momento non risulta nessuna assegnazione di un porto per la Ong e sui social non ci sono nuovi post oltre quello in cui chiedeva a gran voce lo sbarco immediato, pertanto non sembra ci siano elementi che possano indicare uno sbarco imminente.

    Il primo ingresso nelle acque territoriali italiane della Louise Michel è stato registrato poco prima delle 15, quando la nave sembrava aver puntato la prua verso il porto di Lampedusa, come le fosse stato assegnato dalle autorità italiane. La nave ha continuato a seguire quella rotta per un’ora circa, quando ha improvvisamente virato, dirigendosi verso l’esterno. La Louise Michel è entrata nelle acque territoriali italiane presso Lampedusa dal quadrante sud-orientale ed è uscita in acque internazionali qualche ora dopo, da quello sud-occidentale.

    Una permanenza molto breve, quella della nave, che dopo appena un’ora stava nuovamente entrando nelle acque territoriali italiane da quello stesso quadrante. Alle 18.30 circa ha varcato per una seconda volta i confini marittimi italiani ma stavolta la sua rotta non è stata indirizzata verso il porto. La nave sta tagliando le acque territoriali italiane in direzione sudovest-nordest disinteressandosi completamente dell’isola di Lampedusa, dalla quale dista appena 4 miglia. A meno di un’autorizzazione da parte delle autorità italiane a varcare e attraversare le acque italiane con 33 migranti irregolari a bordo, che al momento non è dato sapere se ci sia, la Louise Michel ha deliberatamente violato lo spazio italiano con quella che sembrerebbe una provocazione da parte della Ong tedesca.

    Ma mentre le Ong continuano a premere (e sfondano) i confini italiani, la Francia ha alzato nuovamente il livello dello scontro con l’Italia. Se da un lato, infatti, il governo italiano nelle ultime settimane ha smorzato le tensioni e teso le mani alla Francia, sottolineando gli intenti collaborativi, oggi dalle parti di Emmanuel Macron è stato deciso di rintuzzare il focolaio, sottolineando che “i nodi con l’Italia sull’immigrazione non sono ancora sciolti”. In particolare, dalla Francia si accusa il nostro Paese di non aver modificato la posizione “sull’applicazione del diritto dello Stato di bandiera. Noi consideriamo che il diritto richiami la responsabilità primaria degli Stati della zona Sar“.

    Un principio di comodo quello della Francia, visto che sono l’Italia e Malta ad avere le zone Sar confinanti con quelle della Libia, da cui avvengono la maggior parte delle partenze. Domani Giorgia Meloni sarà ad Alicante per Eu-Med 9 con Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna e tra i tanti temi verrà affrontanto anche quello delle migrazioni veros l’Europa.


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