Emilia Romagna. Coronavirus, casi aumentano ma “nessun focolaio in regione”

Salgono i casi di positività al coronavirus in Emilia-Romagna ma in regione al momento non c’è “ragione di ritenere” che ci sia un focolaio autoctono. Così rassicura l’assessore alla Salute Sergio Venturi in un incontro con i giornalisti a viale Aldo Moro. Nessuna necessità di sanificare le scuole del territorio, mentre sulla riapertura o meno dopo il primo marzo sarà chiamata a esprimersi la nuova Giunta che si insedierà venerdì 28 febbraio.

Sono saliti a 97 in regione i casi di positività al coronavirus: 63 a Piacenza, 18 a Modena, 10 a Parma, tutti riconducibili al focolaio lombardo, e 6 a Rimini. Nessuno dei nuovi pazienti è in terapia intensiva, dove invece rimangono i tre di ieri (uno all’ospedale di Piacenza e due a Parma). La maggior parte dei pazienti si trova in condizioni non gravi: molti sono asintomatici o presentano sintomi modesti (febbricola e lieve tosse). L’aumento dei riscontri positivi (che ieri pomeriggio erano 47), sottolinea la Regione, è “dovuto anche all’elevato numero di tamponi” refertati in regione, ovvero 1.033, “ed effettuati nei giorni scorsi anche su persone asintomatiche spesso contatto di casi positivi, prima che le nuove indicazioni nazionali stabilissero la necessità di fare il test tampone solo in caso di sintomi manifesti”.

L’Emilia-Romagna mette al lavoro un terzo laboratorio per l’analisi dei tamponi sul coronavirus: il test diagnostico è stato arrivato al laboratorio unico del centro servizi dell’Ausl Romagna, con sede a Pievesestina di Cesena, a cura del laboratorio di virologia. Si aggiunge, come annunciato nei giorni scorsi dalla Regione, ai laboratori di Bologna e Parma già al lavoro da giorni e potenziati. L’Ausl Romagna precisa che l’effettuazione del tampone “è appropriata nei soggetti che abbiano avuto un ‘contatto stretto’ – vicinanza prolungata e con contatto fisico o a distanza minore di un metro e mezzo – con un paziente positivo, entro i 14 giorni precedenti e qualora il soggetto abbia sintomi (tosse, febbre, polmonite)”.

In Emilia-Romagna la prima vittima

Cosa fare se si hanno sintomi (febbre e sintomi respiratori). La raccomandazione è di non recarsi direttamente al Pronto Soccorso, ma contattare o il 1500 – il numero nazionale messo a disposizione dal ministero della Sanità – o il proprio medico di medicina generale o, in caso di emergenza, il numero 118.

Il nuovo numero verde della Regione: 800 033 033

Fonte: Ansa.it