• E sulla rottamazione delle cartelle è falsa partenza

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    Rottamazione quater, falsa partenza. Da venerdì scorso è attiva la procedura per aderire alla nuova rottamazione di una cartella o di una parte degli avvisi di pagamento, per i debiti fino a mille euro, senza interessi, sanzioni, mora e aggio. Ma ci sono molte incognite che rischiano di vanificare lo sforzo. Vediamo perché.

    L’Erario ha pubblicato sul sito il software per presentare le domande. «Il contribuente può presentare diverse istanze di rottamazione con l’unico vincolo che la stessa cartella può essere inclusa in una sola istanza, pertanto la domanda entro il 30 aprile 2023 è sempre integrabile», spiega al Giornale Antonio Gigliotti, responsabile del Centro Studi Fiscal Focus. Chi presenta la domanda viene escluso dal novero del soggetti inadempienti, si sospende la riscossione, così come i termini di prescrizione e decadenza e le eventuali azioni esecutive. Entro 72 ore chi ha aderito riceverà un link per confermare la domanda, pena l’esclusione. Un problema non da poco, visto che molti dei 19 milioni di debitori non hanno le competenze informatiche necessarie e dovranno comunque rivolgersi ai Caf. Chi ha in corso la rottamazione ter può evitare di pagare la rata in scadenza il 28 febbraio. Solo entro il 30 giugno le Entrate comunicheranno l’ammontare del dovuto, tenendo conto dell’avvenuto stralcio automatico. La riscossione procederà solo se già avviata. Entro il 31 luglio 2023 i contribuenti dovranno infine versare la prima o unica rata dei versamenti dovuti. In caso di scelta del pagamento rateale le somme dovute dovranno essere versate nel numero massimo di diciotto rate.

    «L’Agenzia Riscossione non ha dimostrato di conoscere la legge – sottolinea il commercialista Alberto Arrigoni nella sua newsletter – i primi moduli infatti mostrano carenze e dovranno essere integrati, così i tempi già stretti si riducono». Nella domanda telematica infatti non è riportato «il riferimento al carico definibile», cioè all’importo dovuto. Né «è evidenziato che l’interesse da applicare non è l’interesse legale, anche questa una anomalia, ma un interesse del 2% annuo». Problemi formali, certo. Che però potrebbero indurre comunque molti soggetti ad accelerare i termini di manifestazione di volontà, prima che i moduli vengano rivisti. Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento degli importi dovuti determinerà automaticamente il mancato perfezionamento della procedura: «Allora perché l’Agenzia non ha inserito tutte le cartelle in automatico? Il contribuente che sa l’importo da pagare solo a giugno potrebbe non essere in grado di procurarsi la provvista necessaria», ragiona il commercialista Gianluca Timpone.

    La speranza è che la valanga di cartelle di cui sono pieni gli archivi dell’ex Equitalia, che assieme valgono più di mille miliardi di euro, finiscano in cenere: «Il meccanismo delle riscossioni non funziona. Bisogna capire come evitare l’accumulo», dice Massimo Garavaglia, presidente della commissione Finanze del Senato. Buone notizie anche sugli italiani «sovraindebitati incolpevoli» previsto dalla legge 3 del 2012, come ricorda l’avvocato Claudio Defilippi. Il nuovo modulo presentato venerdì a mezzanotte ricalca le misure previste dal governo Conte I e dà più poteri all’Organismo di composizione della crisi, che così potrà sospendere tutte le esecuzioni, anche quelle immobiliari. «È possibile anche presentare entrambe le domande, si risparmia in media fino al 50% delle cartelle dal 2000 al 15 giugno 2022», ricorda Defilippi.


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