Di Maio: “FI fuori da governo”. Il Cav: “Chi crede di essere?”

Apr 4, 2018

  • Condividi l'articolo

    Un “contratto di governo” tra Movimento Cinque Stelle e uno tra Lega o Partito democratico, ma con Forza Italia fuori da Palazzo Chigi e Di Maio a capo dell’esecutivo.

    È questa la proposta che Luigi Di Maio è pronto a portare giovedì al Quirinale, quando il suo gruppo parlamentare incontrerà Sergio Mattarella per le consultazioni in vista della formazione del governo. Prima però il capo politico del M5S ha deciso di testare la reazione dei partiti, rivelando la sua idea nella puntata di Di Martedì che andrà in onda stasera su La7.

    “Faremo ciò che abbiamo detto in campagna elettorale: proporremo un contratto di governo come si fa in Germania”, ha spiegato Di Maio a Giovanni Floris, “Si fa ciò che c’è scritto, quello che non c’è scritto non si fa”. E ai parlamentari 5 Stelle avrebbe ribadito che la premiership spetta a lui “perché il movimento ha ottenuto il 32% alle politiche”.

    Un’ipotesi che ha però già raccolto il “no” delle altre forze politiche. E ha scatenato le ire di Silvio Berlusconi. “Non accettiamo nessun veto”, avvertono da Arcore, ” Di Maio chi si crede di essere? Mica può scegliere lui chi incontrare”. L’ex premier ha un solo obiettivo: garantire un governo stabile ed evitare nuove elezioni a distanza ravvicinata.

    Il candidato premier per il centrodestra resta Matteo Salvini. E anche il leader della Lega rimanda al mittente la proposta di Di Maio: “A differenza dei 5Stelle, la Lega esclude qualsiasi alleanza di governo col Pd bocciato dagli italiani”, ribadisce il segretario del Carroccio, “La coalizione che ha preso più voti è quella di centrodestra e da questa si riparte, dialogando anche con i 5Stelle ma senza subire veti o imposizioni”.

    E la proposta è stata ritenuta “irricevibile pure dal Pd: “Il Pd, coerentemente con le decisioni assunte in direzione, dirà al presidente Mattarella che non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier”, ha ribadito il capogruppo del al Senato, Andrea Marcucci, “La proposta del leader 5 stelle è ovviamente irricevibile”. Il Giornale.it