Carceri: a Rossano primo corso formazione start up detenuti

Set 12, 2022

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    (ANSA) – PALERMO, 12 SET – Parte dalla casa di reclusione di
    Rossano il primo corso in Italia “Yes I Start Up” rivolto,
    nell’ambito del programma “Garanzia Giovani”, a persone che
    stanno scontando una pena. Ad esprimere soddisfazione per questo
    risultato Annarita Lazzarini, responsabile Garanzia Giovani
    della Regione Calabria, e Antonello Rispoli, per l’Ente
    Nazionale Microcredito, che hanno ufficializzato, insieme alla
    direttrice dell’istituto, Maria Luisa Mendicino,
    all’amministratore unico del soggetto attuatore, Lenin
    Montesanto, ed al responsabile dei controlli formativi dell’ente
    Microcredito, Piero Ridolfo, l’avvio dell’esperimento.
        “Con questa iniziativa – dichiara Lazzarini – la Regione
    Calabria amplia ulteriormente la platea dei beneficiari
    nell’attuazione del programma Garanzia Giovani. L’esperienza
    avviata a Rossano rappresenta un vero e proprio valore aggiunto
    per l’intero Programma, trattandosi di una straordinaria
    opportunità di reinserimento sociale per i detenuti al termine
    del loro debito con la Giustizia”.
        “Yes I Start Up Calabria, con questo progetto – afferma Rispoli
    – continua a consolidarsi come una buona prassi europea per la
    creazione d’impresa destinata ai giovani calabresi o che
    vogliono investire in Calabria. I numeri, e cioè ad oggi quasi
    1.600 ragazzi formati e accompagnati nel percorso di
    consapevolezza rispetto alla propria idea d’impresa e di
    valutazione della sostenibilità o meno della stessa ed oltre 700
    attività già avviate, certificano e rafforzano il primato della
    Calabria in questo settore”.
        “Attraverso Microcredito e Garanzia Giovani, grazie alla
    sensibilità della direzione della casa di reclusione e la
    disponibilità del Centro per l’Impiego di Rossano – dice
    Francesca Felice, responsabile Formazione del soggetto attuatore
    – ci auguriamo di poter contribuire, con questo progetto pilota,
    alla piena affermazione del diritto costituzionale alla
    formazione per tutti e, soprattutto, al futuro inserimento
    socio-economico dei detenuti, una volta scontata la pena, che
    rappresenta una vera sfida”. (ANSA).
       


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