• Bollette a carico dei dipendenti. Altre grane per i Soumahoro

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    Una vera e propria beffa ha raggiunto nei giorni scorsi alcuni ex dipendenti della cooperativa della famiglia di Soumahoro. Accade infatti che i responsabili delle strutture di accoglienza per migranti di Karibù hanno ricevuto solleciti di pagamento per le bollette scadute relative a servizi elettrici e del gas relativi a forniture del 2019. Com’è possibile? La ricostruzione più plausibile è che negli anni scorsi la cooperativa chiese, ad alcuni lavoratori, in specie ai responsabili delle strutture, di firmare i contratti dell’energia e del gas, in questo modo le società di gestione hanno caricato i dati anagrafici e fiscali di quei collaboratori e adesso le notifiche di messa in mora arrivano, appunto, a quei nominativi. Va ricordato che questi ex lavoratori sono proprio quelli rimasti senza lavoro e senza stipendi arretrati e per i quali la prefettura di Latina e i sindacati hanno avviato un tavolo di concertazione con lo scopo di trovare loro una nuova sistemazione lavorativa nelle cooperative che hanno ereditato gli appalti della Karibù, che oggi è in liquidazione coatta. Insomma, oltre al danno arriva anche la beffa.

    È evidente che l’indagine della procura di Latina per evasione fiscale a carico dei vertici della cooperativa, tuttora corrente, non ha avuto alcun effetto legale né pratico sui guai finanziari lasciati dalla cooperativa medesima. E nessun effetto ha avuto la vertenza dei lavoratori, i quali, va ricordato, sono stati i primi e gli unici a sollevare il velo sulle ombre nella gestione poiché, appunto, erano senza stipendio e si sono rivolti all’Ispettorato di Latina per ottenere almeno una rateizzazione.

    Nel frattempo non si ferma l’indagine della procura di Latina e nei giorni scorsi i militari della guardia di finanza hanno eseguito nuovi accessi nei comuni di Sezze, Priverno e Roccagorga, acquisendo una copiosa documentazione relativa agli appalti affidati da queste amministrazioni comunali alla cooperativa Karibù negli anni dal 2017 in poi. La coop era gestita dai familiari dell’attuale deputato Aboubakar Soumahoro e in particolare dalla moglie di quest’ultimo, Liliane Murekatete, dalla suocera Marie Therese Mukamitsindo e da Michel Rukundo, fratellastro di Liliane. Come già emerso dopo i provvedimenti cautelari di fine 2022, i magistrati stanno facendo verifiche su un presunto sistema di fatturazioni false che sarebbe servito a far sparire somme di denaro pubblico, ricevute dalle cooperative Karibù e Aid da comuni e prefettura. Per fare questo sarebbero state utilizzate alcune società schermo, come la Jambo Africa, anch’essa, secondo gli inquirenti, collegata ai familiari del deputato Aboubakar Soumahoro. I finanzieri del nucleo provinciale di polizia tributaria hanno iniziato a scandagliare i rapporti tra la cooperativa e i comuni di Priverno, Sezze e Roccagorga, al fine di capire se sia tutto regolare il giro di affari da centinaia di migliaia di euro con proroghe spesso senza gara d’appalto. Un’attività che si concentra sulle annualità dal 2017 in poi. Stesso periodo rispetto al quale anche l’agenzia delle entrate avrebbe ora attivato dei controlli. Da un momento all’altro sono attese altri sviluppi nell’inchiesta della procura di Latina.


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