Dopo i giorni alla deriva e in fiamme la petroliera iraniana Sanchi, che il 6 gennaio si è scontrata con il mercantile Cf Crystal a 160 miglia da Shanghai, è affondata nel mar Cinese orientale. Si teme ora un disastro ambientale a causa delle 136 mila tonnellate di condensato ultraleggero che era diretto in Corea del Sud.
L’ultimo bollettino fornito dai media cinesi ipotizza che circa la metà del carico sia ancora stivato nella nave.
Materiale che potrebbe alimentare l’incendio per un’altra settimana. Un epilogo a lungo prospettato e maturato a stretto giro dalla comunicazione iraniana dell’assenza di speranze per i 29 marinai ufficialmente dispersi. Recuperati invece i corpi degli altri tre componenti dell’equipaggio della nave, controllata dalla Bright Shipping, società di Hong Kong, per conto della statale National Iranian Tanker.
Riccione. Giovani aggrediti e rapinato dal branco: avevano maschere da clown
Una trentina di ragazzini, coi volti coperti volevano pestare i coetanei incrociati per strada per pochi spiccioli. Questa la descrizione della baby gang che, nella serata di sabato a Riccione, ha aggredito un gruppo di giovani in piazzale Roma. Le vittime, tutte...










