Aereo contro Pirellone:Fontana, dopo 20 anni ricordo ancora vivo

Apr 18, 2026

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    (ANSA) - MILANO, 18 APR - Sono passati esattamente vent’anni
    dal giorno in cui un aereo da turismo, guidato da Luigi Fasulo,
    si schiantò contro il grattacielo Pirelli Erano esattamente le 17:42 quando il Commander, partito da
    Locarno, centrò il Palazzo. Un’incidente costato la vita a
    Alessandra Santonocito e Annamaria Rapetti, due avvocati della
    Regione che si trovavano al lavoro al ventiseiesimo piano. Il
    boato, i vetri in frantumi finiti a centinaia di metri, decine i
    feriti nell’incidente accaduto in un giorno sono indelebili
    nella mente di chi si trovava nel grattacielo, che all’epoca
    ospitava gli uffici della giunta regionale, e degli edifici
    vicini.
        Subito si temette un nuovo attacco terroristico, come quello
    avvenuto solo pochi mesi prima, l’11 settembre 2001, a New York.
        Una “tragedia” l’ha definita il presidente della Lombardia
    Attilio Fontana, che all’epoca era presidente del Consiglio
    regionale, e che domani interverrà alla commemorazione.
        “Il 18 aprile - ha scritto sui social - un aereo da turismo
    squarciò il ventiseiesimo piano del grattacielo, provocando la
    morte di due avvocatesse della Regione Lombardia, Alessandra
    Santonocito e Annamaria Rapetti, e molte decine di feriti.
        Il ricordo di quei terribili momenti è ancora vivo”.
        Dopo l’incidente il grattacielo fu chiuso per restauri.
        L’aula del Consiglio regionale fu spostata in una tensostruttura
    allestita dove ora sorge Palazzo Lombardia.
        I funerali di Alessandra Santonocito e Annamaria Rapetti
    furono celebrati nel Duomo di Milano dall’arcivescovo Carlo
    Maria Martini alla presenza fra gli altri del governatore
    Roberto Formigoni, del sindaco Gabriele Albertini, del
    presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e di quello del
    Senato Marcello Pera oltre a diversi ministri.
        L’inchiesta dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo
    stabilì che la causa dello schianto era stata imperizia del
    pilota, scartando l’ipotesi di suicidio. L’inchiesta giudiziaria
    si chiuse nel 2004 con una archiviazione per morte del reo,
    ovvero Fasulo. (ANSA).
       


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