Zingaretti: “Ecco le cinque condizioni per trattare coi 5 Stelle”

“È finita l’esperienza di uno dei governi peggiori della storia della Repubblica“. A dirlo è il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, in apertura della direzione nazionale del partito.

A detta della guida dei dem, quelli passati sotto il governo gialloverde “sono stati mesi drammatici“, in cui l’Italia è stata guidata da un Governo che doveva “produrre cambiamento e rivoluzione, ma dopo 14 mesi ha fallito“.

Ora, con l’apertura della crisi di Governo da parte del premier Giuseppe Conte, che ieri ha rassegnato le proprie dimissioni, si aprono diversi scenari. Tra questi, è stato messa sul piatto anche la possibilità di un governo di transizione, che conduca l’Italia al voto. Ma, per Zingaretti, questa non sarebbe la soluzione: “È un’ipotesi non solo rischiosa per i Democratici ma un danno l’Italia. Ora tocca a noi muoverci e provare a indicare una strada“.

E alla direzione del partito dice: “Al Paese serve un governo forte, non ammucchiate. Per questo abbiamo il dovere di verificare se esiste una nuova maggioranza parlamentare. E pone 5 condizioni, indispensabili per trattare con il Movimento 5 Stelle, senza le quali non potrà essere costruita una chiara maggioranza, che di conseguenza farà rifiorire l’opzione delle urne. Nessun “accordicchio”, quindi, ma una chiara e netta maggioranza, che possa guidare l’Italia.

Le 5 condizioni per trattare

Il primo punto per le trattative per il nuovo possibile esecutivo sarà la manovra finanziaria: “Togliamoci dalla testa che trovare 23 miliardi sia facile, per questo la manovra è il primo punto del confronto”. Fondamentale anche “l’impegno e l’appartenenza leale all’Ue“, nel tentativo di costruiere un’Europa rinnovata, che abbia alla base i diritti al lavoro, alla libertà, che sia solidale e sostenibile, nel rispetto “della dignità umana in ogni sua espressione”. Inoltre, chiunque voglia unirsi al Pd di Zingaretti dovrà garantire “il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa incarnata dai valori e dalle regole scolpite nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento“. Condizione necessaria sarà anche la volontà di operare una svolta nell’organizzazione e nella gestione dei flussi migratori, “fondata sui principi di solidarietà, legalità e sicurezza. Nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e l’impegno prioritario per affermare un pieno e diverso protagonismo dell’Europa in questi temi”. Infine, al Paese servirà una svolta “delle ricette economiche e sociali a segnare da subito un governo di rinnovamento in una chiave ridistributiva e di attenzione al lavoro all’equità sociale, territoriale, generazionale e di genere“.

Queste le condizioni per aprire uno confronto, che ha come obiettivo l’affermazione della democrazia e dell’orizzonte europeo: “Discontinuità, dunque, è ciò che chiediamo“.

Zingaretti conclude assicurando che, se nei prossimi giorni si riconoscerà la possibilità di formare una nuova maggioranza forte, che rispetti le condizioni indicate, “dovremo assumerci la responsabilità di dar vita a una Governo di svolta per la legislatura“.

“Sono favorevole ad un governo di legislatura che ci permetta di realizzare quanto possibile del nostro programma“, ha detto, interpellato da AdnKronos, il senatore M5S Mario Michele Giarrusso. “Per me – aggiunge il pentastellato – Conte deve rimanere premier“. Il Giornale.it