Uccise un ladro in fuga: finirà in carcere per 9 anni

Era il 14 dicembre del 2013 quando Mirko Franzoni uccise il ladro che era entrato in casa del fratello.

Ora la condanna per omicidio volontario è diventata definitiva. Dopo un lungo processo, è arrivata la decisione della Cassazione. Eduard Ndoj, albanese di 26 anni, era stato sorpreso in casa del fratello. I giudici della Cassazione hanno confermato che si è trattato di omicidio volontario e non di un incidente. Franzoni, poco dopo mezzogiorno, si è costituito al carcere di Verziano di Brescia dove sconterà la pena definitiva.

La ricostruzione

Il tentativo di furto avviene intorno alle 22 del 14 dicembre 2013. Eduard Ndoj viene sorpreso a rubare dai proprietari di casa e cerca di scappare per le vie del paese nel Bresciano, inseguito dai Franzoni e da alcuni amici. Una volta raggiunto il ladro, c’è una colluttazione durante la quale parte il colpo di fucile fatale per Ndoj. L’autopsia sul corpo della vittima conferma che il colpo era stato esploso da posizione ravvicinata raggiungendo il ladro tra il petto e la spalla.

Il 28 settembre del 2018, nelle motivazioni della sentenza con cui la Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha condannato a 9 anni e 4 mesi Franzoni, si legge: “Ha sparato con il fucile all’altezza della spalla nella posizione di chi è intento a mirare un bersaglio”. E ancora: “La tesi difensiva di uno sparo puramente accidentale, esploso in quanto la persona offesa avrebbe cercato di strappare l’arma dalle mani dell’imputato, è del tutto irragionevole e inverosimile”. Secondo la Corte, quindi, Franzoni sparò con chiaro intento, puntando al ladro. La difesa del meccanico di Serle, invece, ha sempre sostenuto che si sia trattato di un incidente in quanto Franzoni chiamò i carabinieri per fare arrestare il ladro. E quindi – disse l’avvocato Gianfranco Abate – “non può averlo ucciso dopo aver chiesto aiuto”.

Ora il 33enne – che si è sempre difeso sostenendo di aver sparato accidentalmente – è stato condannato definitivamente a 9 anni e 4 mesi per omicidio. Il giovane si è presentato nel carcere di Verziano prima che la Procura di Brescia firmasse l’ordine di carcerazione a seguito della condanna definitiva in Cassazione. I giudici consideran inoltre i compaesani “omertosi” e colpevoli di “depistaggio”. Il padre e il fratello di Mirko sono tuttora sotto indagine per falsa testimonianza. La Cassazione ha confermato anche la provvisionale di 125mila euro per i genitori e il fratello di Ndoj.