Riccione. Un libro per non dimenticare il 17 novembre 1938

Portano la data del 17 novembre 1938 i decreti attuativi della legge razziale italiana. Pochi giorni avanti, in tutto il Reich, dopo gli anni della discriminazione e della persecuzione, s’era dato inizio al progetto di genocidio degli ebrei. Contro di loro, a tutti i tedeschi era stata data licenza di devastazione e di assassinio. “Ma quando l’Italia intonò, a sua volta, il coro ufficiale della propaganda antisemita – scrive la Morante nella Storia – essa vide la mole fragorosa del destino avanzare verso la sua porta, ingrossandosi di giorno in giorno. I notiziari radiofonici, con le loro voci roboanti e minatorie, già sembravano invadere fisicamente le sue stanzette, spargendovi il panico; ma tanto più lei si sentiva costretta, per non trovarsi impreparata, a seguire quei notiziari. E passava le giornate e le sere all’erta, dietro agli oratori dei radiogiornali, come una piccola volpe sanguinante che si tiene rintanata e attenta fra l’abbaiare di una muta”. La Storia – e non è soltanto la Morante ad avercelo insegnato – ha il vizio di tornare ciclicamente a ripetersi. Ed è per questo che occorre sempre tenere alta la guardia e leggere il più possibile per saper riconoscere un contesto che potrebbe esser in qualche modo simile alla cornice dove si sono sviluppati fascismo e nazismo. Di questo parla “l’Amore Salvato” (scritto da Olga Mattioli, edito da Caosfera) un libro dal sapore contemporaneo che risuona tuttavia delle atrocità di un passato non così lontano da noi come non sono lontani i luoghi in cui si svolge il romanzo: Milano, Mantova, Riccione e purtroppo anche Auschwitz.
Nella foto Clelia con sua sorella Rita piene del loro sguardo fiducioso di bambine/nella foto esterna la scrittrice e giornalista, Olga Mattioli