Riccione. Parte la raccolta fondi per fare risuonare le campane della vecchia chiesa di San Martino

Parte la raccolta fondi per fare risuonare le campane della vecchia chiesa di San Martino, in corso Fratelli Cervi, che per motivi di sicurezza erano state imbavagliare circa due anni fa. La ristrutturazione del campanile richiede 80mila euro. Come riporta la locandina della parrocchia “si può contribuire con offerte e donazioni personali al parroco o mediante bonifico sul conto corrente bancario intestato alla parrocchia di San Martino: Iban IT 02 S 06230 24122 000056819375 , riportando anche la causale ‘consolidamento campanile'”.

PROGETTO CONSOLIDAMENTO DEL CAMPANILE DELLA CHIESA DI RICCIONE PAESE

Il campanile in esame è della Chiesa di San Domenico (già di San Martino e Chiesa vecchia del Paese) che è posta in Corso F.lli Cervi in 235.
Storicamente, la costruzione della Chiesa è iniziata dopo il 10 novembre 1787 (in seguito alla benedizione della prima pietra ad opera del Reverendo Luigi Bonadrata, Abate di Scolca) ed è stata ultimata circa 90 anni dopo la successiva costruzione della sacrestia ed infine della cappella di San Giuseppe (al posto dell’originario vecchio cimitero).
Il campanile é adiacente alla chiesa a nord/est, nell’angolo fra il presbiterio e il rientrante narcete, ove è presente l’altare principale. La sua altezza è di circa 19 metri dal suolo e dispone di spesse murature perimetrali che si assottigliano alla sommità.
Non sembra essere stato costruito contemporaneamente alla chiesa perchè presenta internamente dei distacchi murari con quest’ultima, ma ha identica tecnologia costruttiva.
Contiene tre campane e nel 1989, in occasione di lavori edili manutentivi effettuati alla chiesa, hanno provveduto ad automatizzare il loro funzionamento. In quella occasione hanno innalzato nella cella campanaria, dall’originaria posizione negli archi, il loro ancoraggio murario senza asportare i vecchi conci di ferro inclusi nella muratura.
Dal 1989 ad oggi i ferri lasciati si sono ossidati producendo vistose fessurazioni nella muratura dei pilastri angolari della cella campanaria.