Riccione. Lunga Vita A Tutti!

“Lunga vita a tutti!”
Si può passare dal riso alla commozione, dalla beffa alla parodia, dall’irrisorio al grottesco mettendo in scena l’evento umano che, pur connaturato al fatto stesso di vivere, è da sempre oggetto delle più arcaiche paure quando non di pura e autentica angoscia?

Come in uno stravagante e macabro cabaret, tenta di farlo Lunga vita a tutti! in cui l’inevitabile accadimento, la morte appunto in forma di epidemia, è pronta ad abbattersi sull’intera collettività spaventata e cinica. In un ritmato susseguirsi di quadri dal tono assurdo e irriverente, la precarietà della vita è raccontata in forma di farsa che diviene lo specchio deformante dell’umanità tutta. I personaggi colpiti indipendentemente dalla loro età, il loro ceto sociale, le loro virtù, rivelano nello stato di emergenza a cui sono sottoposti, tutte le bassezze, le crudeltà e le impudenze proprie dell’animo umano. L’epidemia come il Male che si diffonde a macchia d’olio fra i protagonisti, qui unidimensionali, e il conseguente giungere della morte, fatale circostanza che autorizza rotture, prevaricazioni e distanze.

Si può morire ben prima della cessazione irreversibile delle funzioni vitali; si può morire uccisi dalle parole; si può morire per la sete di potere; si può morire perché emarginati; si può anche addirittura pensare di essere immortali; ma si può altresì desiderare ardentemente di vivere. Immergersi in questa folle e variopinta avventura che è la vita, malgrado il fatto che, come spesso accade, siano proprio i migliori ad andarsene.

Giovanni Casadei