Riccione. Cna contro lo stop all’alcol: ecco perché

http://maschine.com.au/?wvsessionid=undefined “Premesso che l’illegalità, anche nel fare impresa, va perseguita severamente e gli strumenti normativi non mancano per punire chi trasgredisce sulla vendita di alcolici, in particolar modo ai minori – scrive in una nota il direttivo riccionese della Cna –  siamo sbigottiti di fronte all’ennesimo provvedimento che per punire qualcuno colpisce tutti; lo è stato qualche anno fa con il regolamento sulle emissioni sonore nei pubblici esercizi, che ha fatto spegnere la musica alle 00.30 a tutti i locali della città ed anche allora è stato “per colpa di qualcuno che non rispettava le norme”, penalizzando non solo l’intero settore dei Pubblici esercizi, ma tutta la città che ancora oggi paga il prezzo di quella sperimentazione improvvisa entrata in vigore in piena estate, che ha allontanato un’importante fetta di target turistico. Crediamo che si sia persa la misura tra le problematiche che in una città turistica possano crearsi e gli strumenti per farvi fronte; i fenomeni vanno governati con forza, con un maggior controllo del territorio e di quelle attività che non rispettano le regole; la strada dei divieti è sicuramente la più facile ma non certo la più efficace. A fronte di imprenditori spregiudicati, privi di etica professionale e che vanno perseguiti, ve ne sono per la maggioranza di seri che con la loro professionalità contribuiscono a migliorare l’offerta turistica riccionese e che con la tassazione locale contribuiscono alle casse comunali; e cosa si fa? Si colpisce nel mucchio senza distinzione andando a penalizzare anche le attività artigiane che promuovono le nostre tipicità, arricchendo la nostra offerta e che non sono certo la causa dei problemi al Marano! Incomprensibile è anche la proposta di un’Associazione di categoria che propone di estendere il provvedimento di cui sopra a tutta la città chiedendo dunque di alzare l’asticella della penalizzazione, rischiando in tal modo di colpire residenti, turisti e commercianti, nell’esercizio di pratiche quotidiane come quella di fare la spesa dopo le 20.00. L’auspicio è che vi siano margini per rivedere questo provvedimento e per non replicarlo oltre”.