Riccione. Balneazione, eccellenti 7 acque di balneazione su 8

 

Balneazione, eccellenti 7 acque di balneazione su 8

 

Il 16 settembre l’ultimo campionamento

con esito positivo per il Marano sud

 

Ermeti “ Ottimo risultato ma non ci fermiamo, l’obiettivo è arrivare al 100% di risultati eccellenti”

 

Il Comune di Riccione aggiunge un’altra acqua eccellente alla riclassificazione complessiva riformulata secondo i parametri contenuti nel Dlgs 116/2008.

7 acque di balneazione su 8 risultano infatti eccellenti per l’ingresso del Marano Nord, una in più rispetto al 2018. Allo stesso tempo il Marano sud passerà alla classificazione sufficiente.

Questo l’esito complessivo, emerso a seguito dell’ultimo prelievo della stagione estiva, effettuato da Arpae, lunedì 16 settembre, sul torrente Marano sud.

Un esito, quello della riclassificazione, che verrà prodotto dal calcolo dell’ultimo quadriennio certificato per la fine dell’anno dal Ministero della Salute.

Il litorale del comune di Riccione è suddiviso in 8 acque di balneazione, ciascuna con una classificazione di qualità che assegna il Ministero, attraverso le analisi compiute da Arpae, su calendario regionale, durante ogni stagione balneare.

L’ultimo rapporto pubblicato da Arpae ( bollettino n.12/2019) che analizza le acque in relazione all’idoneità di balneazione e allo stato ambientale ha quindi riclassificato le acque portando una unità, quella relativa al Marano Nord, alla qualità eccellente e, il  Marano sud, a sufficiente.

 

“ Si tratta di un ottimo risultato – afferma l’assessore all’ambiente Lea Ermeti – frutto di un impegno e di un lavoro di squadra con gli uffici all’ambiente portato avanti con dedizione e massima scrupolosità. Prelievi, esami, controesami , interventi in loco messi in campo attraverso una macchina organizzativa ormai rodata, grazie anche alla collaborazione puntuale, e soprattutto costruttiva, degli operatori balneari. Certamente l’obiettivo è arrivare al 100% di risultati eccellenti, quindi tesa bassa per il bene del comparto balneare e della città tutta. Certamente ci soni aspetti da valutare e riconsiderare con gli enti preposti in relazione alle modalità di comunicazione dei risultati conseguiti dai campionamenti. Ma lo ribadisco oggi, come anche in altre occasioni. Non sottovalutiamo alcun aspetto per la sicurezza delle acque fluviali e di balneazione che sono pulite e di ottima qualità”.

Proprio in questa settimana per monitorare e garantire la qualità igienico – ambientale dell’acqua del mare e del torrente Marano è in corso, a monte della foce, la seconda trance di sondaggi geognostici  che, con appositi interventi di carotaggio consentiranno di approfondire e verificare ulteriormente lo stato dell’arte delle falde del torrente.

I sondaggi sono necessari per realizzare il progetto di miglioramento dell’acqua del Marano attraverso l’immissione in alveo di acqua proveniente dal drenaggio della falda. Drenaggio che verrà effettuato nel sottosuolo ad una profondità massima della falda freatica di 10 metri, per poi riportare l’acqua nel tratto terminale del torrente e aumentarne quindi la portata con un incremento di circa di 1 metro cubo al secondo. I lavori sono il frutto della programmazione dell’amministrazione a seguito dello studio ingegneristico elaborato dal professore Alessandro Paoletti, docente del Politecnico di Milano, sulle interferenze che il sistema fognario cittadino può avere sul fiume.

I sondaggi attuali saranno particolarmente utili per ‘fotografare’ la stratigrafia del terreno in profondità e la collocazione della falda, sia marina che fluviale, nell’ambito della zona circostante del sottosuolo.  D’altro lato sarà possibile rilevare con precisione sia la qualità dell’acqua, dal punto di vista microbiologico e chimico, sia il grado di salinità dell’acqua.

Si ricorda che il torrente Marano, ambiente complesso e con un delicato equilibrio, è stato oggetto di molteplici azioni. Dalla apertura periodica della foce, alla pulizia sistematica degli argini nel rispetto della nidificazione della fauna presente, fino ad attività mirate per migliorare il deflusso degli scarichi delle acque meteoriche presenti sul tratto terminale del torrente. Messi in campo anche operazioni indirette come il processo di riordino delle reti e degli allacci del sistema fognario, oltre al monitoraggio in sinergia con Hera degli impianti di sollevamento e delle vasche di prima pioggia.