Ira M5s contro il Capitano. Oggi scontro finale sulla Tav

Sono sei le mozioni, quattro a favore e due contro, che l’Aula di Palazzo Madama dovrà esaminare e votare. Ma la partita sembra tutta dentro la maggioranza gialloverde. I Cinque stelle hanno presentato un testo per bloccare l’opera. Il premier Giuseppe Conte (espressione dei Cinque stelle) e la Lega sono invece a favore. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini minaccia la crisi in caso di un voto del Senato contro il Tav. L’altro vicepremier Luigi di Maio si aggrappa, invece, al Parlamento per nascondere la retromarcia del Movimento: i grillini sono da sempre contro l’opera in Val di Susa. Il ministro del Lavoro fa anche la voce grossa, per mascherare il passo indietro: «La mozione è un atto di impegno al Parlamento. Non vedo cosa c’entri col governo».

Poi lo scontro tra gli alleati si sposta sul Consiglio dei ministri terminato solo a tarda sera: «Assurdo – dicono fonti M5s – mentre il governo era a Palazzo Chigi per approvare importanti provvedimenti che daranno sostegno a imprese e lavoratori, come ad esempio il decreto imprese, il vicepremier leghista faceva il suo comizio ad Arcore», durante una delle tante kermesse leghiste.

Non siede nei banchi dell’opposizione, ma condivide con Di Maio l’esperienza di governo, Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio al Senato: «Noi domani manterremo una posizione coerente con quanto la Lega dice da tanti anni, ossia che siamo a favore della Tav». Posizione completamente opposta a quella dei grillini, che apre una spaccatura nella maggioranza gialloverde. L’altra mozione No tav è quella a prima firma del presidente del gruppo Misto Loredana De Petris (LeU) e che impegna il governo a bloccare il cantiere. Sono invece a favore della Torino – Lione le mozioni presentate dal Pd, da Emma Bonino, da Fdi e da Fi. I testi dovrebbero essere messi in votazione.

Tra le possibilità, c’è la votazione per parti separate dei dispositivi che potrebbe facilitare il voto trasversale alle mozioni da parte dei gruppi parlamentari: in questo modo sarebbe infatti più facile che il fronte sì Tav voti compatto. Diverso il ragionamento per quanto riguarda i no Tav: Leu sarebbe, a oggi, orientata a votare la mozione 5S mentre i pentastellati non dovrebbero votare il testo di LeU che impegna il governo, e non il Parlamento, a fermare l’opera.

Nessuna decisione è però ancora stata definita da parte delle forze politiche, che dovrebbero sciogliere le proprie riserve nelle prossime ore. La seduta dell’Assemblea di Palazzo Madama prende il via alle 9 e le votazioni sul Tav dovrebbero concludersi per l’ora di pranzo. Tra le opzioni, che le opposizioni valutano, anche quella di lasciare l’Aula al momento del voto. Strategia suggerita da Fratelli d’Italia e appoggiata da Carlo Calenda del Pd. A quel punto, il Movimento (106 senatori) avrebbe i voti per far approvare la propria mozione contro i senatori (58) leghisti. Soluzione che – stando alle parole di Salvini – porrebbe fine al governo. Con la salita di Conte al Colle dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Giornale.it