F1, Gp Russia: le Ferrari in prima fila, pole di Vettel e Raikkonen secondo

Dopo nove anni due Rosse davanti a tutti sulla griglia di partenza. Le Mercedes inseguono, Bottas terzo, Hamilton quarto.

SOCHI – Prima fila tutta rossa nel Gran Premio di Sochi. Sebastian Vettelpartirà dalla pole position, seguito dal suo compagno di squadra Kimi Raikkonen. Le Mercedes, alle spalle. Tutte e due. Un risultato del genere non si vedeva da quasi dieci anni, l’ultima volta che la Ferrari occupò entrambe le prime posizioni della griglia di partenza era il 2008, Gran Premio di Francia, Magny Cours. I piloti erano Kimi Raikkonen – campione del mondo 2007 – e Felipe Massa. Alla fine di quella stagione Maranello vinse il titolo costruttori.

Ma le statistiche e le ricorrenze (l’ultima pole position è del 2015, a Singapore, 33 Gran Premi fa) non raccontano fino in fondo l’importanza del risultato di questo pomeriggio, che va molto al di là di quanto si possa immaginare a prima vista. Ed ha delle implicazioni tecniche, agonistiche e psicologiche.  Perché una pole strappata con questa forza, con questa autorevolezza alla Mercedes (che sulle qualifiche ha edificato il suo impero), e proprio su uno dei circuiti in cui la squadra anglo tedesca era data per “stra favorita”, è un qualcosa che riesce a rovesciare in blocco il senso di un’intera stagione. Da adesso in avanti i campioni del mondo in carica non sono più al sicuro, da nessuna parte. Non ci sarà una sola curva in cui non dovranno faticare per stare davanti.

Detto in altri termini, dopo aver “agganciato” la Mercedes, al termine di un inseguimento che appariva, solo tre mesi fa, disperato, la Ferrari l’ha superata, e questo si può dire indipendentemente da quello che sarà il risultato della gara di domani. Nella quale, va specificato, Lewis Hamilton, il rivale di Vettel nella corsa mondiale, partirà 4°, dietro al compagno di squadra Valtteri Bottas. A proposito  di Hamilton va detto che l’inglese sembra il pilota più a disagio, in questa nuova situazione. Dopo essersi liberato di Nico Rosberg quest’inverno si ritrova catapultato in un  incubo ancora peggiore, con un nuovo avversario, probabilmente più forte, dotato di una macchina che per larghi tratti si è dimostrata superiore. La sua guida, come per effetto di un incanto, si è fatta improvvisamente sporca e nervosa, la sua storica capacità di trovare il giro nel momento chiave della gara sembra perduta.

Quali siano le armi utilizzate da Maranello per compiere il miracolo tecnico ammirato qui in Russia, ma prima d’oggi anche nelle precedenti uscite, sembra ormai abbastanza chiaro: gli ingegneri italiani sono riusciti a progettare una macchina ottimamente bilanciata che ha la dote di gestire alla perfezione le nuove gomme Pirelli. La parola chiave è “finestra di utilizzo”. Le gomme funzionano al meglio quando la macchina riesce a farle lavorare all’interno di uno specifico spettro di temperature. La Ferrari “trova” quello spettro molto rapidamente e riesce a mantenerlo a lungo. La Mercedes fa una fatica del demonio. Si spiega così l’assoluta confidenza con il mezzo che Vettel, soprattutto, ma anche Raikkonen esibiscono ogni volta che scendono in pista. Si spiegano così le parole che ancora ieri Sebastian Vettel ha urlato via radio, dopo aver conseguito lo storico risultato: “Guidare questa macchina è un piacere“. E si spiega così l’annuncio che a fine qualifiche, sempre Vettel, ha affidato alla regia internazionale: “Sì, la Ferrari è tornata”. Dopo quasi 10 anni.

La griglia:
1) Vettel (Ger/Ferrari) 1’33”194
2) Raikkonen (Fin/Ferrari) 1’33”253

3) Bottas (Fin/Mercedes) 1’33”289
4) Hamilton (Gbr/Mercedes) 1’33”767

5) Ricciardo (Aus/Red Bull) 1’34”905
6) Massa (Bra/Williams) 1’35”110

7) Verstappen (Ola/Red Bull) 1’35”161
8) Hulkenberg (Ger/Renault) 1’35”285

9) Perez (Mes/Force India) 1’35”337
10) Ocon (Fra/Force India) 1’35”430

11) Sainz (Spa/Toro Rosso) 1’35”948
12) Stroll (Can/Williams)