Coriano. Un arrestato su cinque ha problemi di droga o alcol. San Patrignano: continuare a sottovalutare il fenomeno dipendenze è un grande errore

Dietro il 25% dei reati ci sono alcol e droga. Sono soprattutto giovanissimi che, nella maggior parte dei casi, commettono reati proprio per alimentare la propria tossicodipendenza. La notizia del potenziamento del protocollo del serd (servizi pubblici per le dipendenze patologiche) con il tribunale di Milano, riaccende i riflettori su un fenomeno da troppi, e per troppo tempo, sottovalutato.

“Praticamente ogni giorno in Italia vengono commessi reati da persone sotto l’effetto di stupefacenti o in piena crisi d’astinenza – spiega il presidente della Comunità Antonio  Tinelli –  dalle rapine ai furti, dai maltrattamenti in famiglia agli stupri, omicidi, nei casi ancora più gravi  . Gli omicidi stradali sono poi  un capitolo a parte. La criminalità è in molti casi direttamente collegata all’uso di sostanze. Il risultato della recrudescenza delle dipendenze è un popolo di potenziali criminali abbandonati a loro stessi, senza possibilità di recupero e con nessuna prospettiva di reinserimento . Non abbiamo mai condannato o sfavorito l’approccio repressivo, ma non dobbiamo lasciarlo a se stesso”.

A Milano, su circa 2.500 persone che ogni anno vengono fermate dalle forze di polizia per furti o rapine, circa 600 finiscono nel circuito del Servizio per le tossicodipendenze per essere curati attraverso un percorso che tende anche al loro reinserimento nella società. Il circuito del recupero e del reinserimento andrebbe rafforzato in tutta Italia, il Governo è chiamato a rafforzare interventi di cura e riabilitazione quindi anche a sostenere le Comunità come la nostra che si occupa di questo problema non da un giorno, ma da ben 40 anni. Nel 2017 San Patrignano ha ospitato 163 ragazzi in regime alternativo al carcere – per un totale di 18.084 giornate – i quali, da detenuti, sarebbero costati allo Stato 150 euro al giorno. Il risparmio totale per lo Stato ammonta quindi a 2.712.600 euro. Sempre nel 2017, l’Ufficio legale di San Patrignano ha svolto un importante lavoro a sostegno delle tante ragazze e ragazzi che hanno avuto problemi con la legge, alcuni dei quali entrati in comunità proprio per scontare una pena alternativa al carcere: sono state 475 le udienze penali, civili e sorveglianze e 55 i percorsi di riabilitazione concordati con il tribunale (24 adulti e 31 minori messi alla prova).

“Pochi mesi fa, il report europeo sul consumo di droghe, ha piazzato l’Italia al secondo posto per consumo di cannabis e al quarto per quello di cocaina. L’eroina è  tornata sulle piazze e le morti per overdose sono cresciute del 9,7 %  invertendo un trend decennale che sembrava ormai consolidato. Mentre lo scenario è quello che abbiamo fin qui descritto, in Italia stiamo assistendo al continuo abbassamento della percezione del rischio, dovuta  anche all’introduzione sul mercato della cosiddetta ‘cannabis light’ che invece non fa altro che ‘abituare’ all’uso di sostanze spacciate come innocue, non solo i giovani, ma anche madri e padri di famiglia. Gli stessi che ogni giorno vengono a chiedere aiuto a San Patrignano”.

Intanto ieri, nel boschetto della droga di Rogoredo, un altro giovane di 25 anni è morto per overdose. È diventato ormai improcrastinabile un vero piano di azione antidroga e contro le dipendenze da parte del Governo.