Coriano. Intervista alla centenaria Linda Di Gennaro

Si chiama Linda Di Gennaro, ha cento anni compiuti lo scorso 4 agosto e la sua lunga esistenza non può certo esser riassunta in una formula.  Vale ben la pena però raccontare la sua storia, ripercorrerla a ritroso, esaminare quanto ha di realmente straordinario. Linda ha la gentilezza e l’eleganza di un’altra epoca, nacque in provincia di Teramo nel 1917 ma ebbe la grinta di non arrendersi al suo tempo che teneva le donne in ben poca considerazione. Lei voleva correre incontro alla propria libertà e sapeva che l’unico modo per farlo era il lavoro. Riuscì dunque, determinata com’era, a trovare un impiego presso le Ferrovie dove le venne di volta in volta affidata la responsabilità di diversi caselli che poi per lei diventarono tutti casa. Sposò un uomo che faceva il suo stesso mestiere – dal quale ebbe due bambine – che aveva sei anni in meno di lei. Assieme girarono il centro Italia per lavoro traslocando continuamente. Il punto di riferimento di Linda non era la casa nella quale fare ritorno ma erano il lavoro, la famiglia e la lettura.

“Ammiriamo molto nostra nonna per la sua cultura – ha detto la nipote Vanessa Paoloni – per il fatto di aver sempre letto tanto e con passione. Ancora oggi, a cento anni, legge i giornali. Merito della lettura se è arrivata qui così lucida e piena di voglia di raccontare e vivere”.

A festeggiare i cento anni eravate tutti con lei? “Sì, certo, e abbiamo festeggiato a lungo. Alla fine della festa lei ci ha salutati dicendoci che adesso poteva anche andare, fare l’ultimo grande trasloco della sua vita. All’inizio ci abbiamo creduto e stavamo per commuoverci poi l’abbiamo vista fare le corna dietro alla schiena e abbiamo capito che stava scherzando. Non pensa ancora di andarsene, è troppo legata ai suoi affetti e alla vita, alla sua Ospedaletto nella quale vive dal 1993”.

Una vita piena di affetti, di lavoro, di responsabilità e un bel messaggio per i tanti giovani che lamentano di non trovare un posto di lavoro ma che poi alla prova dei fatti non sono – non tutti almeno – così disposti a spostarsi e farsi carico delle responsabilità.

“Il lavoro è ciò di cui la nonna va più fiera. Ha fatto tante notti al suo casello e parla di continuo di regole e protocolli. Durante la guerra un nazista venne e le chiese di aprire il passaggio a livello ma lei sapeva che così facendo avrebbe potuto mettere a repentaglio la vita di molti e pur con un fucile puntato alla schiena trovò il coraggio di rifiutarsi”.

Parole non prive di promesse quelle di Linda che presto incontreremo di nuovo, a casa sua per poter attingere a piene mani da una storia, la sua, che a saper guardare, è di una bellezza straordinaria.