Assassini e stupratori graziati. Salvini: “Marciscano in galera”

Sono passati ormai 38 anni dalla riforma del diritto della famiglia. E quasi dieci dalla sentenza che giudicava un rapporto consenziente perché “la vittima indossava i jeans”. Eppure nei giorni scorsi due omicidi si sono visti dimezzare la pena (uno in primo grado, l’altro in appello) e due giovani accusati di stupro sono stati assolti perché secondo i giudici in qualche modo “meno colpevoli”.

E anzi, la colpa è delle donne. Quella di Riccione, rea di aver causato una “tempesta emotiva” nell’uomo che l’ha strangolata. Quella di Genova che aveva “illuso” il suo compagno tanto da essere accoltellata. E la ragazza di Ancona troppo brutta (“sembra un maschio”, dicono le tre giudici) per attirare le attenzioni dei ragazzi.

“Non ho parole. Non c’è delusione o gelosia che possa giustificare un omicidio”, dice oggi il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, “Chi ammazza in questo modo deve marcire in galera”.

E di delitto d’onore parla anche il legale di Jenny Angela Coello Reyes: “Siamo alla riesumazione del delitto d’onore, perché gli effetti sono quelli”, ha detto l’avvocato Giuseppe Maria Gallo, “Le attenuanti generiche possono essere date, per carità, il giudice è sovrano, ma valorizzare la ‘tempesta emotiva’ in un delitto passionale è tautologico, l’apoteosi del nulla. Il problema non è tanto numerico, degli anni comminati, ma delle motivazioni. È una sentenza difficile da digerire. La giurisprudenza è creativa, non mi sorprende più niente, ma come lo si spiega a una famiglia che ha perso qualcuno?”. Il Giornale.it